Marsiglia, dal Porto Antico al Fort St. Jean:

                                      2.600 anni di storia in un chilometro

                                                                      (Marisa Uberti)

 

Dopo aver lasciato il Musèe d’Historique (al numero 1 sulla cartina a lato) siamo ora pronti per capire meglio ciò che incontreremo sulla direttrice che da terra ci condurrà al mare, addentrandoci su questo chilometro che ripercorre i 26 secoli di storia marsigliese. Tutti i monumenti che citeremo sono classificati Monumenti Storici.

La prima grande via che imbocchiamo è Rue de La Republique (n. 2) realizzata  tra il 1860-1864, caratterizzata da uno stile “imperiale” alla maniera dei boulevards parigini realizzati dall’architetto Haussmann. Eleganti palazzi riccamente adornati di statuaria simbolica si susseguono lungo tutto il suo tragitto. La tappa successiva è l’Hotel de Cabre (n.3), la più antica Casa di Marsiglia ad essere giunta integra fino a noi, essendo stata costruita nel 1535.

 

                Il portale simbolico e, a destra, un dettaglio della mensola

 

Il successivo luogo in cui ci si deve fermare è la Place Villeneuve-Bargemon/Jules Verne (n.4); in realtà sono due piazze situate ai due lati del Municipio, nelle quali sono stati fatti degli scavi nel 1990 che hanno portato alla scoperta del porto, dell’arsenale e delle antiche terme, un atelier monetario, un cantiere navale, e molti reperti in ceramica, vetro, legno, ecc., alcuni raccolti nel Museo Storico che abbiamo visto precedentemente. I ritrovamenti che datano dal VI sec. a.C. al VI sec. d.C., e hanno apportato un considerevole arricchimento per la conoscenza della storia antica della città.  Nei pressi della piazza sono impossibili da non vedere:

  • l’imponente Hotel-Dieu, un palazzo costruito nel  XVIII secolo dall’architetto Jacques Hardouin-Mansart de Sagonne, successivamente rimaneggiato nel secolo seguente (inaugurato da Napoleone III). Esso sorge però su un antecedente edificio, l’Hôpital du Saint-Esprit (Ospedale dello Spirito Santo) di cui si ha notizia dal 1166. Nel 1344  Bernard Garnier, un ricco mercante, fondò qui l'Ospedale di San Giacomo di Galizia, per le donne. Nel 1593 Charles de Cazaulx , primo Console di Marsiglia, unificò l’ Hôpital Saint Jacques de Galicia e l'Ospedale dello Spirito Santo in un unico istituto che prese il nome di Hôtel- Dieu . Rimase un ospedale fino al 2006, venendo poi convertito in un Hotel a cinque stelle. Gli scavi archeologici del 2010 hanno scoperto le intere fondamenta e cripte della Chiesa del Santo Spirito (XII secolo) e un mosaico romano molto ben conservato, che è in mostra nell’ InterContinental Hotel Dieu.
  • La Maison Diamantèe, l’altra dimora più antica della città, databile tra la fine del 1500 e l’inizio del 1600. E’ caratterizzata da una facciata “a bugnato a diamante”, frequente da trovare in Italia, specie nella Firenze Medicea.
  • L’Hotel de Ville (Municipio), un edificio del 1600 che succede alla Loggia de la Commune, che era stata realizzata nel XV secolo.

 

Sulla piazza prospetta una stele che ha per sommità due volti, adiacenti ma opposti l’uno all’altro: Pyteas ed Euthymène. Il primo fu uno straordinario scienziato, navigatore, esploratore marsigliese del IV sec. a.C., che viaggiò lungo i mari del Nord Europa (per primo segnalò un'isola in cui vi erano sei mesi di luce e sei di buio, che chiamò Thule); il secondo, Euthymènes, fu un navigatore del V secolo a. C.,  che esplorò la costa africana fino alla foce di un grande fiume, che si presume essere il Senegal.  Questa statua sorgeva al centro della fontana di Thiars. Questo monumento è stato commissionato allo scultore François Barthélémy-Chardigny (1757-1813), ma fu terminato da Joseph-Antoine Chinard (1756- 1813) nel 1809.

 

                                                       

                                                                     Pyteas ed Euthymène

 

Palace Daviel, antico Palazzo di Giustizia, fu voluto da fratello Gèrard nel XVIII secolo. Deriva il nome da Jacques Daviel, un medico oculista che per primo effettuò un intervento di cataratta nel 1745. Attualmente vi sono uffici del Consiglio Municipale.

 

Abbiamo ora di fronte l’alto campanile bianco della  Chiesa degli Accoules   (n. 5), dedicata alla Vergine Maria, che nel Medioevo era il più importante edificio parrocchiale di Marsiglia, nonostante della sua vetustà non resti molto, essendo stato distrutto durante la Rivoluzione Francese; di originario v’è appunto il campanile, chiamato Torre di Sauveterre perché le sue campane suonavano in caso di allarme. Nel Musèe d’Historique abbiamo potuto documentare la pietra di fondazione medievale di questa chiesa, un reperto molto interessante, composto da due frammenti  recanti una scrittura gotica; esso celebra la fondazione della cappella di Notre-Dame-de-la-Paix nel Accoules (1225). Costituisce una delle più antiche testimonianze medievali di Marsiglia. 

 

                                        

                    La "pietra di Fondazione" dell'antica chiesa degli Accoules

 

Nel XVII secolo, dopo gli scontri tra i diversi soggetti che presiedettero ai destini della città, questa cappella fu la scena di una riconciliazione pubblica e una nuova pietra fu incisa per celebrare la memoria di quell’evento (è conservata anch’essa nello stesso museo). All’ingresso della chiesa si trovano due pietre miliari di epoca moderna, che indicano le distanze da Marsiglia a Santiago di Compostela (1667) e da Roma (1060 km).

L’interno dell’edificio ha forma circolare con grande cupola del XIX secolo. Interessanti sono tuttavia le due grotticelle (scavata in una “falsa roccia”) situate nel sagrato, esternamente, e non visitabili. Una riproduce la Grotta di Lourdes e l’altra (che funge da cripta) è quella di Maria Maddalena alla Sainte Baume; entrambe le grotte sono sormontate da un Calvario.

 

                

      La cripta degli Accoules, all'esterno dell'edificio, commemora Maria Maddalena

 

A sinistra della chiesa c’è una scala che sale verso il Monte degli Accoules; nel Collegio di Santa Croce dei Gesuiti aveva sede, nel 1702, un importante Osservatorio Astronomico che funzionò fino al 1863. In seguito vi ebbe sede l’Accademia di Marsiglia e, alla fine dell’Ancien Régime, una scuola d’Idrografia, per divenire quindi deposito dell’Archivio della città. Qui fu poi impiantata una scuola ed un museo interamente dedicato all’infanzia chiamato “Préau des Accoules”. Da qui inizia il fitto intrico di viuzze che caratterizzano l’esteso e storico Panier, il nucleo urbano in cui germogliò la civiltà greca di Massalia (tale itinerario lo abbiamo scritto a parte).

 

                                 

La salita si fianco alla chiesa degli Accoules conduce tra strette viuzze che caratterizzano il Panier, il cuore dell'antica Massalia

 

Rimanendo invece sulla piazza e proseguendo diritto, incontriamo il Musée des Docks Romains (n.6), raggiungibile scendendo una scala da Place Vivaux; raccoglie le vestigia provenienti dagli scavi effettuati nella Place Villeneuve-Bargemon/Jules Verne; il sito dei Docks (banchine) era un magazzino costruito all’inizio del I-II sec. d.C. dove sono state ritrovate grosse giare (dolia) sepolte, che erano destinate a contenere il vino scaricato dalle navi (il porto era prossimo, nell’antichità). Il Museo offre la vista di un relitto scoperto durante gli scavi della Rue de la Republique, l’enigmatico mosaico della Bagnante e il risultato degli scavi archeologici sottomarini della rada di Marsiglia.

 

                                      

 

Poco più avanti, ai lati della banchina dell’Hotel de Ville, si avvicinano i cosiddetti “Immobili della Ricostruzione” (n.7), gli Edifici Pouillon. Questa vecchia zona di Marsiglia godeva di cattiva reputazione durante i primi anni del XX secolo; fu oggetto di un attentato dinamitardo nel corso del 1943, durante l’occupazione nazista (i nazisti ritenevano vi fossero importanti cellule partigiane, il cervello delle azioni anti-tedesche, per questo decisero disgraziatamente di far saltare tutto).  20.000 persone furono evacuate con la forza e 1924 edifici che occupavano 14 ettari vennero distrutti. Al termine della Guerra si decise di dare corso al ripristino del quartiere, affidando il lavoro ad una ventina di architetti, tra cui Fernand Pouillon. Uno di questi edifici è stato classificato come monumento storico.

 

         

                      Pannello che ricorda il drammatico evento del 23 gennaio 1943

 

Siamo adesso in prossimità della moderna Place de Lenche (n. 8), che forse era l’area dove aveva sede l’Agorà greca, mentre il Foro romano (piazza pubblica) era situato ad un livello inferiore (ma dove?). Secondo i testi, Marsiglia aveva infatti due piazze (una greca e una romana). All’inizio del XX secolo in questa zona aveva sede il mercato del pesce.

Nella parte meridionale della piazza c’è un forte dislivello entro il quale fu costruito un grande edificio chiamato “Caves de Saint-Sauveur” (Grotta di Saint-Sauveur) per via del convento medievale dedicato a S. Salvatore che vi fu scoperto, ma l’origine della struttura è più antica, sebbene non ancora chiarita. Forse, dicono gli esperti, si trattava di un magazzino per il grano della fine dell’epoca greca o dell’inizio di quella romana. In questa chiesa antica,  in un locale ipogeo, la tradizione provenzale colloca la prigione di San Lazzaro, in attesa del martirio (v. articolo sulla cattedrale e il culto di St. Lazar).

Il vicino Collége Vieux-Port (n.9) era la sede dell’antico Teatro Greco. Situato in prossimità della riva antica del mare, è uno dei siti archeologici più vetusti della città, avendo rivelato testimonianze risalenti ai primi decenni dell’insediamento focese a Massalia. Le strutture sono state interpretate come sale per banchetti. Nel 1948-52 erano stati condotti i primi scavi, che avevano portato alla scoperta di gradini inerenti un Teatro eretto dai greci alla fine del I sec. a.C.

 

                   

                                   Ricostruzione di come doveva presentarsi l'area anticamente

 

Manca poco al completamento della storica arteria, che ci sta facendo rivivere un mondo perduto che comunque sentiamo vivo, pulsante. Specialmente adesso che siamo in vista della Chiesa di Saint-Laurent (n. 10, v. nostro articolo dedicato) cioè la chiesa dedicata a San Lorenzo, eretta nel luogo dove si trovavano i templi greci dedicati ad Artemide, Apollo e Atena. Un luogo intriso di sacralità, collocato su una modesta altura. La chiesa è attestata dal 1153, ma l’aspetto attuale risale alla fine del XII –inizio del XIII secolo, comunque di una ragguardevole età, tanto da essere considerato uno degli edifici più antichi meglio conservati di Marsiglia.

Dalla Chiesa di San Lorenzo, attraverso una moderna passerella di 70 metri di lunghezza, si può accedere direttamente al MuCem (Musée de Civilisation de l’Europe et de la Meditèrranèe), il nuovissimo e riuscito polo museale delle Civiltà dell’Europa e del Mediterraneo. Esso è in parte allestito in edifici di nuova generazione e in parte negli edifici dell’antico Fort Saint Jean (n. 11, v. nostro articolo dedicato) che è l’ultima tappa storico-archeologica su questa direttrice che stiamo percorrendo e che dall'antico Lacydon ci ha condotto all’estremità del bacino di Marsiglia, in uno dei punti nevralgici della città.

 

                        

 

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(Autrice: Marisa Uberti © 2014 Tutti i diritti riservati. Articoli e foto non possono essere copiati nè riprodotti senza autorizzazione dei rispettivi autori).

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