Il nodo Pan Chang

                                 Simbologia e utilizzo

                                                            (Fabrizio Mazzoni)

 

La conoscenza è un vantaggio, ci permette di avere maggiori informazioni di cui disporre in questo  mondo, nel caso nostro il nodo in questione è di provenienza cinese e porta con sé significati tanto profondi che il nodo stesso è sopravvissuto per tutto questo tempo probabilmente proprio grazie alla sua storia e ai suoi insegnamenti, essendo abbastanza difficile di fattura.

La prima volta che lo vidi fu in un libro di nodi; Suzen Millodot, l’autrice del libro, disse di averlo imparato in un quartiere di Hong Kong. Una gentile negoziante del posto le fece da Maestra e le insegnò anche tutti i dettagli storici riguardanti questo e altri nodi, informazioni difficili da reperire per noi occidentali, per sua fortuna -e ora anche nostra -ne veniamo a conoscenza.

Questo nodo è affascinante: il nome Pan Chang significherebbe “infinito”, rappresenta la nascita e la morte indicando che la vita dura in eterno. E' considerato uno degli Otto Tesori Buddisti (per gli otto petali del nodo che ricordano il Nobile Ottuplice Sentiero scoperto da Siddhartha, via di rettitudine che porta al risveglio, e comprendono: retta comprensione, retto pensiero, retta parola, retta azione, retti mezzi di sussistenza, retto sforzo, retta presenza mentale e retta concentrazione ), portafortuna, purificatore dell’umanità e la pronuncia di questa parola, in cinese, ha anche il significato di “felicità”, quindi il nodo è espressione anche di questo stato di armonia.

 

Io ho studiato saltibeccando qua e là alcune filosofie in diversi campi da autodidatta, ne è emerso che questo nodo li relaziona tutti; considerando la sua struttura che forma un intreccio con otto petali questo ci riporta all’I-Ching, il libro dei mutamenti con i 64 esagrammi, il 64 è un multiplo dell’otto, al Feng-Shui, la Geomanzia cinese con il quadrato magico come riferimento, quest’ultimo conta 9 caselle nel quadrato frazionato ma di queste 9 la casella centrale rimane libera, vuota, per cui ne rimangono otto piene, questo per creare un equilibrio nel movimento pieno-vuoto che altrimenti rappresenterebbe un modello statico quando invece per essere applicabile deve essere dinamico. E poi c’è il  Ba-Gua, strumento che identifica le cinque forze e le tre direzioni della forza e le sue applicazioni nelle arti marziali, 5+3=8.

Possiamo anche spingerci alla ricerca nel sapere occidentale: i disegni di Da Vinci, la matematica dell’otto, la Rosa dei Venti, la bussola, persino a livello atomico vi è un nesso: nella nuova tabella periodica degli elementi di Massimo Corbucci  l’ultimo atomo materialmente possibile conta 112 elettroni e il 112 è un multiplo dell’otto.

In linea di massima si può affermare che, in quanto archetipo di un insegnamento che riflette la matrice della realtà, esso simbolicamente visualizza uno schema sacro, sacro perché esatto, e ogni volta che noi volgiamo lo sguardo su tale manufatto ne siamo influenzati, minimamente, dandoci importanti informazioni simboliche sul nostro modo di vedere e vivere la realtà, una sorta di messaggio subliminale a nostro vantaggio. Questa è in chiusura la chiave di volta che porto all’attenzione: il legame che unisce questo nodo ai concetti interpretativi realisticamente sperimentabili nelle varie scienze e discipline del mondo; ovviamente, spingendoci oltre, potremmo arricchire questa nomenclatura, ma con semplicità rimango a questo risultato.

A questa logica valutazione allego anche il diagramma per ricreare il suddetto nodo, fra i tanti questo è forgiato per arricchire il cordoncino presente sull’impugnatura delle spade cinesi ad uso artistico nelle forme di arti marziali e termina con le due classiche nappe colorate che possiamo trovare nelle varie tonalità ( bianco, rosa, azzurro, rosso, blu, giallo, verde, ecc… ), la sottigliezza sta nell’aver inserito i nodi a doppia moneta al posto dei classici nodi a bottone cinese sopra e sotto il nodo Pan-Chang, il tutto sempre di origine cinese per rispettarne la cultura. Con questo accorgimento tutti gli otto petali del nodo Pan-Chang rimangono ben definiti anche a cordini tesi, il risultato è perlomeno un tentativo di creatività! Oppure si può anche realizzarne uno con una grossa corda del colore preferito per adornare una parete, ad esempio con uno spezzone di corda da arrampicata in montagna, e al posto delle nappe finali si possono aggiungere sui capicorda un paio di trecce a corona rotonda; queste ultime in cinese vengono chiamate "nodi petardo" ed è tramandato da lunga generazione che questi nodi tengono lontano gli spiriti maligni da chi li possiede; i braccialetti che chiamiamo Scooby-doo somigliano un po’ a questi "nodi petardo". Si può altresì utilizzare cordini di diametro inferiore ( 2 mm ) ed eseguire piccoli ma stupendi nodi portachiavi.

That’s all! Vi ringrazio per la vostra cortese attenzione e vi auguro un felice proseguimento sulla Via che avete scelto per fare di voi delle leggende viventi in cammino, non correte che la strada è ancora lunga…

                                                             

 

(Autore: Fabrizio Mazzoni)

                                                     Pubblicato in dicembre 2013

Argomento: Il nodo Pan Chang

Mette buon umore

Laura 07.12.2013
Grazie di questo articolo, interessante

Nuovo commento