Il Fondo Cattoi

Archivio dell’Aereonautica Militare Italiana
 
(di Maurizio Martinelli)
 
Nota del webmaster: l'articolo deve essere preceduto da una doverosa conoscenza dei precedenti articoli del dr. Martinelli pubblicati in questo sito, sulla figura del colonnello Costantino Cattoi (1894-1875) e chi volesse approfondire può consultarli tramite i links riportati in fondo a questa pagina)
 

     

La recente scoperta di un “Fondo Cattoi”[1] presso l’Archivio storico dell’Aeronautica Militare a Roma, 5° Reparto-Ufficio Storico a cura di Raffaella Cruciani, ha permesso allo scrivente di approfondire l’importanza delle conoscenze di Cattoi sia nel settore geopolitico sia nello studio delle intelligenze non terrestri che potrebbero esistere nella nostra od in altre dimensioni.

Per quanto riguarda la parte strettamente storico-politica ed economica, Cattoi spiega in una lettera al Tenente Colonnello Luigi Straulino, all’epoca Capo dell’Ufficio Storico dell’Aeronautica Militare Italiana, di aver più volte segnalato alle autorità dell’aereonautica militare e ad altre strutture, l’esistenza di giacimenti in Italia ed in Libia, allora sotto il controllo politico-militare italiano.  Tuttavia, insiste Cattoi, a Mussolini in particolare ed ai vari governi italiani in generale, non era “consentito” sfruttare i giacimenti petroliferi, per cui “al Duce del Fascismo, vivente, il petrolio del sottosuolo italico e libico non venne fatto trovare[2].

Fra la documentazione del Fondo Cattoi esiste una relazione dattilografata firmata dal tenente colonnello Luigi Straulino – indirizzata a S.E. Il Capo di Stato Maggiore dell’A.M., all’epoca il generale di squadra Silvio Napoli (1902 – 1961), dal 1º febbraio 1958 al 1º settembre 1961 – nella quale viene riportata in dettaglio la visita effettuata dallo stesso Straulino a Cattoi il giorno 14 giugno 1961.

Il primo importante dato consiste nel fatto che lo stesso Capo di Stato Maggiore aveva dato disposizioni al tenente colonnello Straulino di prendere contatto con Cattoi per incontrarlo. Può essere plausibile che il generale Napoli conoscesse Cattoi ed i suoi studi, in quanto egli aveva frequentato la Scuola di navigazione aerea d'alto mare di Orbetello all’inizio degli anni Trenta del XX secolo, dove Cattoi viveva e dove aveva sede la sua società assieme alla moglie. Inoltre, il generale Napoli, dopo essere divenuto comandante del 46º Gruppo B.T., nel 1936 si trasferì assieme al suo reparto in Africa settentrionale italiana, ovvero in quella Libia il cui governatore era il testimone di nozze di Cattoi, Italo Balbo[3]

All’interno della relazione, al di là di alcune considerazioni di carattere personale su Cattoi ed oltre naturalmente all’elenco della documentazione relativa all’attività militare di Cattoi, il tenente colonnello Straulino sottolinea con chiarezza quello che “sarebbe” l’interesse dell’Aereonautica Militare Italiana “…l’interesse dell’Aereonautica a patrocinare i suoi studi (di Cattoi, NDA), i suoi rilevamenti fotografici, le sue esperienze, non risiederebbe però tanto nella dimostrazione della precedente teoria (Cattoi riteneva che l’Italia fosse il centro da cui sarebbe iniziata la civilizzazione sul nostro pianeta) quanto in quella relativa alla provenienza, organizzazione, scopo, stazioni terrestri di rifornimento di energia elettromagnetica ecc dei dischi volanti e, quindi, di abitatori di altri pianeti e di altre costellazioni, che tengono l’umanità sotto il loro controllo per evitare una catastrofe atomica, che li coinvolgerebbe nella rovina;…..

Lo stile è asciutto, chiaro, anche sintetico, il tenente colonnello non mostra alcuna emozione, pur parlando di temi estremamente delicati e vitali per l’Homo Sapiens Sapiens.  Probabilmente egli aveva discusso la materia con il suo superiore, oppure era a conoscenza degli studi che l’Aereonautica Militare aveva sicuramente intrapreso almeno dopo i clamorosi avvistamenti di Firenze, 27 ottobre 1954 e Roma, 6 novembre 1954, dopo l’opera divulgatoria del Console Alberto Perego[4] e dopo le affermazioni riportate da un personaggio non identificato sulla presenza di basi sotterranee nel centro dell’Italia[5] durante una cena in Roma, a seguito della conferenza di George Hunt Williamson in Palazzo Marignoli il 30 agosto 1958[6].   

L’interesse di Cattoi per l’energia elettromagnetica è ben noto – ne scrive lui stesso in alcune lettere indirizzate al Dr. Filippo Martinelli fra la fine degli anni cinquanta e l’inizio degli anni Sessanta del XX secolo – in quanto egli sosteneva che “Dischi Volanti” provenienti da pianeti fuori dal nostro sistema solare, oppure da altre dimensioni, si approvvigionavano di energia elettro – magnetica all’interno delle faglie, che lo stesso Cattoi divide tra linee di emanazione secca ed umida[7].  

Durante gli ultimi anni della sua vita, Cattoi si avvicinò ad un singolare studioso, Pier Luigi Ighina[8], fondatore del “Centro Internazionale di Studi Magnetici”, assieme al quale tentò di unire le proprie conoscenze per sviluppare la propria teoria.

A proposito di energia elettromagnetica, Cattoi, che aveva studiato attentamente la struttura delle Alpi Apuane – discutendo lungamente con il Dr. Martinelli nel carteggio sopra menzionato - sosteneva la presenza di importanti fonti di tale energia nell’area delle Alpi Apuane.

Curiosamente, verso la fine degli anni Settanta del XX secolo, come ricordato dal Sig. Mirko Del Vecchio di Carrara[9], si verificò un’improvvisa e potentissima manifestazione di energia elettromagnetica fra le città di Carrara e Massa – l’epicentro si trovava sul Monte Brugiano, proprio sotto il Monte Sacro – che costrinse le autorità locali a predisporre un immediato piano di evacuazione della popolazione locale. Tuttavia, il fenomeno, così come improvvisamente iniziato, terminò dopo pochi giorni, per cui il piano non venne attuato.

La relazione del tenente colonnello Straulino è già una testimonianza molto importante riguardo all’attenzione che l’Aereonautica Militare Italiana dedicava alla presenza di esseri non terrestri, tuttavia il fondo Cattoi riserva altre particolari sorprese.

Infatti, sfogliando la documentazione contenuta nelle due buste, lo scrivente ha trovato un disegno, con la spiegazione in lingua francese e la firma di Primo Frare[10], di un razzo a propulsione ionica, esattamente il titolo è “Raquette à ions ou propulsion ionique”. Il disegno non riporta nessuna data, tuttavia, facendo parte della documentazione donata da Cattoi all’Archivio Storico dell’Aereonautica Militare Italiana durante gli anni Sessanta del XX secolo, è plausibile affermare che il documento non sia posteriore a quegli anni.

Come è universalmente noto, la realizzazione di propulsori ionici è piuttosto recente, per cui sorge spontanea la domanda per la quale, per quale motivo l’Aereonautica Militare Italiana disponeva di un disegno nel quale una persona spiegava i concetti della propulsione ionica?                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                  

Secondo la letteratura disponibile, il primo ad accennare al concetto di propulsione ionica fu uno dei pionieri dei voli spaziali,  Konstantin Tsiolkovsky[11] nel 1911, poco dopo uno scritto privato di Robert H. Goddard nel 1906[12] riguardo allo stesso argomento. Ancora, nella prima parte del XIX secolo si occupò di propulsione ionica uno dei personaggi chiave per i programmi spaziali del Terzo Reich nazista, Hermann Oberth[13]. È importante sottolineare che Oberth – durante gli anni Cinquanta e Sessanta del XX secolo – fu un sostenitore dell’ipotesi extraterrestre del fenomeno UFO.  

Uno studioso molto interessante, Maximillien de Lafayette, sostiene che Oberth ebbe accesso ai famosi “Alien Trascripts” della contattista Maria Orsic[14] durante gli anni Venti del XX secolo, scrivendo “…non possiamo dare credito al fatto che lo straordinario sviluppo nelle scienze sia stato realizzato solamente dall’Uomo, siamo stati aiutati da “esseri di altri mondi”  [15]“.  Oberth avrebbe avuto accesso a dati sulla tecnologia extra terrestre riguardo a

  • Sistema di propulsione antigravità, con l’utilizzo di motori ad acqua
  • Impiego dell’acqua come fonte di energia elettro – magnetica
  • Movimento centrifugo dei veicoli spaziali prima di decollare verticalmente
  • Un cosiddetto “motore ad implosione”

Oberth, assieme ad altri scienziati tedeschi che lavoravano al progetto missilistico nazista,sapevano tutti che la nave spaziale di Maria Orsic ed altri dischi UFO avevano dato vita ad una nuova generazione di UFO[16]”.

In ogni caso, solamente nel 1959, venne realizzato un propulsore ad ioni funzionante da Harold R. Kaufman della Nasa, mentre il propulsore ad effetto Hall venne autonomamente realizzata da USA ed URSS durante gli anni Sessanta del XX secolo durante il lancio di numerosi satelliti. I propulsori a ioni vennero finalmente utilizzati in maniera regolare dall’inizio del XXI secolo, per numerose missioni spaziali.

 

  • Autore: Dr. Maurizio Martinelli, contatto marmartinelli@interfree.it - Copyrigt Dr M. Martinelli 2019 - Il documento può essere riprodotto in toto od in parte, citando “Copyright Dr. M. Martinelli – reprinted with permission”
  • Inserito in questo sito l'8/11/2019

 



[1] Si tratta del “Fondo Archivio di persona, Costantino Cattoi” a cura di Raffaella Crociani, che comprende no. 2 buste

 

[2] Lettera di Cattoi al tenente colonello Straulino, 22 agosto 1962, pag. 1

[3] È interessante notare che la famiglia Balbo - dopo che nel 1970 il Colonnello Gheddafi aveva minacciato di distruggere i cimiteri italiani in Libia, dove si trovava anche la salma di Italo Balbo – decise di riportala in Italia, scegliendo proprio il cimitero di Orbetello.

[4] Alberto Perego (1903 – 1981) scrisse quattro libri fra il 1957 ed il 1970, cercando di fornire una spiegazione plausibile sull’origine del cosiddetto fenomeno “UFO”

 

[5] Un’anticipazione del cosiddetto “Caso Amicizia” divulgato successivamente dall’ Ing. S. Breccia in due libri  

 

[6] Citato in Michel Zirger, Maurizio Martinelli “Extraterrestri: Il contatto è già avvenuto”, Verdechiaro Edizioni, Baiso, 2013, pagg. 148-151   

 

[7] Vedi Maurizio Martinelli, “APU – AN, il ritorno del sole alato”, Verdechiaro Edizioni, Baiso, 2011, pagg 162 – 3

 

[8] Pier Luigi Ighina (1908 – 2004), fu un tecnico specializzato in elettronica e radio elettronica, collaboratore di Guglielmo Marconi, secondo le sue personali affermazioni

[9] Lo zio del Sig. Del Vecchio, all’epoca assessore del Comune di Carrara, comunicò successivamente al nipote di aver partecipato alla riunione operativa per pianificare il piano di evacuazione

 

[10] Il nome Primo Frare è citato più volte nel libro “APU – AN”, come un depositario di un cifrario in grado comprendere le tavolette “rongo rongo”, ovvero il sistema di glifi scoperto nell’isola di Pasqua durante il XIX secolo  

 

[11] Konstantin Eduardovich Tsiolkovsky (1855 – 1935), vissuto nell’attuale Repubblica Federativa Russa è considerato uno dei padri fondatori della moderna teoria dei voli spaziali al di fuori dell’atmosfera terrestre

 

[12] Robert Hutchings Goddard (1882 – 1945), statunitense, realizzò e lanciò i primi razzi USA nello spazio  

 

[13] Hermann Julius Oberth (1894 – 1989), di origine austro-ungarica, fu anche il maestro di Wernher Von Braun

 

[14] La vicenda di Maria Orsic e delle sue compagne “Vril Damen” – giovani sensitive che avrebbero ricevuto messaggi telepatici da extraterrestri provenienti da Aldebaran - riporta alle origini esoteriche e mai ben esplicitate del nazismo. Orsic avrebbe ricevuto telepaticamente istruzioni per la costruzione di un veicolo speciale per volare verso Aldebaran. Tale velivolo sarebbe stato il prototipo dei cosiddetti “UFO”

 

[15] Maximillien de Lafayette “Vol. 1 Maria Orsic, the Woman who originated and created Earth’s first Flying Saucers”, Art, Ufos & Supernatural Magazine, New York - Berlin, 2013, pag. 68 (traduzione dell’autore)

 

[16] Maximillien de Lafayette “Vol. 2 Maria Orsic, the Woman who originated and created Earth’s first Flying Saucers”, Art, Ufos & Supernatural Magazine, New York - Berlin, 2013, pagg. 38-39-40-70 (traduzione dell’autore)

 

 

Articoli del dr. Martinelli inerenti la tematica trattata in questo articolo:

  • http://www.duepassinelmistero.com/CCattoibiografia.htm
  • http://www.duepassinelmistero.com/GHW.htm
  • http://www.duepassinelmistero.com/Martinelli.htm
  • http://www.duepassinelmistero.com/ruzo.htm
  • http://www.duepassinelmistero.com/geneticanonterrestre.htm
  • http://www.duepassinelmistero.com/HSS.htm
  • http://www.duepassinelmistero.com/SitchinBordon.htm
  • http://www.duepassinelmistero.com/programmieducativi.htm
  • https://www.duepassinelmistero2.com/studi-e-ricerche/fenomeni-insoliti/governance/
  • https://www.duepassinelmistero2.com/studi-e-ricerche/fenomeni-insoliti/nuovo-paradigma/
  • https://www.duepassinelmistero2.com/studi-e-ricerche/fenomeni-insoliti/verso-un-nuovo-paradigma/
  • https://www.duepassinelmistero2.com/studi-e-ricerche/fenomeni-insoliti/sumeri-e-vita-non-terrestre/