I Trulli di Alberobello: simboli e pinnacoli

                                                                          (Marisa Uberti)

 

Ci troviamo nella "Valle d'Itria", situata nel cuore dell'altopiano delle Murge, che prende il nome di Murgia dei Trulli. Alberobello si può definire la testa di questa formazione carsica estesissima, che comprende 20.000 insediamenti abitativi omogenei nella struttura fondamentale, il trullo. Alberobello è stata iscritta nel 1996 nella lista del Patrimonio Culturale dell'Umanità dall'UNESCO.

Tutti sanno cosa sia un trullo ma vi assicuriamo che vederne uno da vicino regala un'emozione che si ricorderà per sempre. Il paese che ne annovera il maggior numero è Alberobello, in provincia di Bari. Tuttavia ne esistono anche altrove, come a Martina Franca o Locorotondo, sebbene questa tipoloogia architettonica si sia profondamente alterata con la costruzione di ville di vario e ibrido stile. Alberobello mantiene ancora oggi un numero molto elevato di trulli, circa 1.500. L'etimologia della parola sembra derivi dal bizantino trôullos  che significa cupola. In greco la parola è resa da tholos e in latino turris. Ciascuno dei termini indica invariabilmente la cupola ed è questa la caratteristica di queste singolari abitazioni. Che cosa rappresenta una cupola? Il cielo, la volta celeste, quella calotta sede degli astri che abbiamo sopra di noi e che da sempre accompagna l'uomo lungo la vita su questa terra. La cupola è unione di ciò che sta sotto (materia) e ciò che sta in alto (spirito) e in quest'ottica la funzione del trullo può diventare "cosmica", ma la storia ci dice che la nascita dei trulli si deve sostanzialmente ad una funzione pratica: costruire case a secco facilmente smontabili e rimontabili per evitare il pagamento delle tasse. Tra il XV e il XVI secolo, infatti, Alberobello era un bosco di querce di proprietà dei Conti di Conversano che erano soggetti al re di Napoli. I conti volevano creare un nuovo insediamento in quel bosco ma non intendevano sottostare alla legge vigente, che imponeva - per ogni  nuovo insediamento urbano - l'autorizzazione regia e il pagamento dei tributi dovuti. Ecco quindi l'idea del conte: costruire solo costruzioni precarie, che non avessero i caratteri della stabilità delle dimore ordinarie. Sarebbero nati così i trulli. Ma la tecnica costruttiva non è contadina, tutt'altro! Si tenga presente che solo nel 1797 Alberobello ottenne l'esenzione da ogni richiesta tributaria, grazie alla coraggiosa azione di alcuni abitanti, che si recarono dal re Ferdinando IV di Borbone a farne richiesta e spiegandone le motivazioni. Quasi tre secoli in cui i trulli, da poco più che capanne, si consolidarono in strutture abitative uniche, originali, funzionali, e anche sofisticate nella realizzazione, come vedremo.

Anzitutto la vera origine dei trulli è enigmatica: da dove trasse il modello la loro forma particolarissima? La tecnica forse è greca ma l'ispirazione potrebbe provenire da epoche ben più lontane nel tempo (forse da civiltà megalitiche mediterranee?). La costruzione di un trullo non è affatto semplice o alla portata di tutti, come erroneamente alcuni ritengono. Ed è erroneo pensare pure che i trulli abbiano una pianta circolare: essa è infatti quadrata! Ma è sormontata da una copertura a base circolare ed il passaggio dal perimetro quadrato al cerchio è veramente interessante. Lo si ottiene formando un ottagono per mezzo di quattro "trombe" di sostegno. Realizzare un trullo era opera di Maestri trullai. La roccia su cui si impianta un trullo deve essere messa a nudo; si spiana un'area quadrata e su questa superficie viene impostato il vano principale, dal quale poi "diramano" gli altri locali, che possono acquistare varia forma, soprattutto quella rettangolare (molto usata nelle tipologie cittadine e non rurali).

Per coprire i vani si utilizzano archi a tutto sesto  (come usava nel romanico). I muri di un trullo sono edificati senza malta, ovvero "a secco" e il materiale è la pietra locale, la calcarenite. Operazione fondamentale è l'"allattamento", cioè lo sbiancamento dei muri con latte di calce. La parte più scenografica è innegabilmente quella superiore, che è poi la struttura portante, la cupola. Essa viene realizzata con cerchi di pietre sempre più piccoli fino ad arrivare alla chiave di volta (una grossa lastra). Le pietre grezze o lavorate con cui viene ricoperta la cupola si chiamano "chiancarelle": si tratta di pietre piatte, spesse 7 cm e vengono usate anche per rivestire la superficie di calpestio. Il trullo è abbellito, in facciata, da un piccolo frontone sopra la porta d'ingresso. L'apice è modellato in calce sulla sommità della copertura in chiancarelle della cupola e costituisce il supporto del pinnacolo.

 

Superiormente, la costruzione è sormontata da un pinnacolo in pietra, che può assumere varie forme e la cui simbologia appartiene alla sfera misteriosa dei trulli: qual'è il loro vero significato? Si badi che questo elemento litico sormonta ogni trullo non solo di Alberobello ma di tutta la Valle dei Trulli!. Su molti dei tetti di pietra grigia si osservano, inoltre, dei disegni tracciati con latte di calce, bianchissimi, molto evidenti. Qual'è la loro valenza?

Cerchiamo di capire qualcosa di più su questi aspetti addentrandoci nei due principali rioni della Alberobello storica: il rione Monti e l'Aia Piccola. Nella seconda non esistono negozi ed è la più antica. La prima è ricca di botteghe, è vivacissima, ed è anche quella dove abbiamo riscontrato una grande concentrazione di simboli dipinti sui tetti.  Il risultato è sorprendente, fiabesco, magico!

  • Pinnacoli

Perchè mettere un elemento del genere sopra le case? Voi, si, proprio voi che state leggendo, perchè mettereste un pinnacolo sul tetto di casa vostra? O lo avete trovato da generazioni e continuate a lasciarlo (e magari non sapete perchè), o non c'era e lo mettete per abbellire l'abitazione, o avete visto che anche il vicino ce l'ha. Tutte motivazioni puramente superficiali, dopotutto. Nessun segreto da custodire gelosamente. Ma se i vostri avi l'avessero messo, quel pinnacolo, con un intento preciso, ad esempio per proteggere la casa e le persone che la abitano? O per scacciare il malocchio o cose del genere? Se la cupola, come abbiamo visto prima, ha anche una funzione cosmica, avere un "prolungamento" della connessione con il cielo serve, sempre secondo concezioni primordiali, tramandatesi in qualche modo. Anche la forma del pinnacolo assume importanza, nella configurazione del  suo simbolismo: una sfera è diversa da un quadrato, una piramide non è un semplice triangolo. O no?

I più antichi tipi di pinnacoli pare siano quelli più semplici, costituiti da un disco orizzontale o una pietra piatta. Dovrebbe essere come quello che abbiamo immortalato nella foto a lato. In questo caso non vi è nemmeno la caratteristica fascia di colore bianco di cui sono normalmente tinti i tetti per tre o quattro corsi di pietre superiori, chiamata apice. Normalmente i pinnacoli non vengono dipinti ma lasciati nel colore della pietra, tuttavia i gusti dei loro proprietari sono variegati e si possono trovare pinnacoli dipinti in latte di calce (bianchi), come il corpo del trullo.

Ad ogni modo, i pinnacoli rappresentano un elemento importante: qualcuno sostiene che identifichino il maestro costruttore e la qualità del trullo. Sarebbe interessante approfondire....Ci è stato riferito, inoltre, che esiste una sorta di "guerra dei pinnacoli", arrivando al loro trafugamento da parte di ignoti. Può capitare, quindi, di vedere un pinnacolo privo di una o più parti o addirittura un trullo senza pinnacolo (stona!). In effetti abbiamo documentato alcuni trulli sprovvisti, però a volte accade che i pinnacoli cadano da soli o a causa di forti temporali, intemperie, ecc.

 

Un trullo senza il pinnacolo  appare... stonato

 

 

Il pinnacolo è costituito generalmente da tre pietre sovrapposte ma, come nel caso sopra mostrato, soltanto due: un disco e una sfera. Sono frequenti da incontare.

 

                                                                                  Qui sopra vediamo il disco o scodella e una piramide

In questo caso gli elementi sono tre

Altro bellissimo motivo, dipinto in latte di calce. Nelle forme considerate "più evolute" (ma non si è capito in base a quale criterio) troviamo la pisside (piatto concavo che contiene le ostie consacrate), una pisside sormontata da una sfera, un poliedro con croce o stella, ecc. Di seguito, alcune tiplogie di pinnacoli che abbiamo immortalato per le viuzze del Rione Monti e dell'Aia Piccola, mentre altre immagini le trovate nella Galleria in calce all'articolo.

  • Simboli

Come abbiamo detto, oltre ai pinnacoli, diversi trulli mostrano dei simboli sui tetti, dipinti in latte di calce. Perchè alcuni trulli e non tutti? E' la prima domanda che nasce spontanea. Prima di passare al vaglio i possibili significati, dobbiamo dire che è diventato un argomento "trend", di tendenza, come tutto il mondo della simbologia in generale, tanto da finire in quel calderone che si chiama business...Fare chiarezza è alquanto difficile. I negozi e le botteghe allestiti nei trulli (Rione Monti) espongono pannelli che elencano i tipi di simboli presenti sui trulli stessi, ne danno la descrizione e si creano oggetti, gadgets, amuleti con un determinato simbolo, anche personalizzabili! Al contempo, però, invitano i turisti a sensibilizzarsi a questa curiosa presenza e farsi possibilmente delle domande.

La presenza dei simboli disegnati sui trulli a quando risale? Le fonti non concordano, seppure si sa che nel 1926 alcuni simboli del Rione Monti vennero ripristinati (il latte di calce chiaramente sbiadisce e bisogna rinnovarlo, se si vuole mantenere il simbolo vivo). In base a cosa vennero riprodotti? A imitazione di quelli riportati su trulli più antichi. Inoltre, nel 1934 alcuni simboli furono "riproposti" dietro l'ordine del Comitato Provinciale per il Turismo in occasione della visita di Mussolini, che era giunto a Bari per inaugurare la V Fiera del Levante. Non esiste documentazione scritta sui simboli dei trulli.

Sembra dunque che risalgano a molte generazioni fa e che, con l'andare del tempo, abbiano subito un annacquamento del loro originario significato, che sarebbe stato rielaborato in chiave cristiana (dovevano quindi essere simboli "pagani", inizialmente?). In molti si sono cimentati a decifrarli. Forse i più genuini tra i simboli dipinti sono da ricercarsi nei trulli rurali, quelli dei contadini. Ma anzitutto, chiediamoci (come abbiamo fatto per i pinnacoli) qual'è il senso di apporre simboli su una casa? Ricorderemo che nella Bibbia il Signore dice a Mosè di dipingere un segno a sanguigna sulle abitazioni degli Ebrei perchè l'Angelo della Morte avrebbe risparmiato i loro figli, dirigendosi sulle case prive di segno (Esodo, 12). Appore un segno, un simbolo, può costituire un criterio di distinzione, di identificazione, di riconoscimento. Oltre alla funzione magico-apotropaica (scacciare il Male) che assume in ambito religioso-popolare. Segni e simboli ne abbiamo visti su molte dimore, nei nostri sopralluoghi: ricorderemo - su tutte - quelli alchemici sulla più vecchia dimora di Parigi, appartenuta a Nicolas Flamel, il principe degli Alchimisti.

E' correntemente accettata la classificazione che distingue i diversi disegni simbolici presenti sui tetti dei trulli come segue:

  • primitivi, il cui significato permane enigmatico ma chiamati così perchè retaggio di segni grafici preistorici
  • magici, raffiguranti segni astrologici, zodiacali, planetari, usati sia in ambito pagano che cristiano
  • pagani, comprensivi di un'estesa gamma di elementi zoomorfi, numerologici, ecc.
  • cristiani, i più diffusi, testimoni di una fervida religiosità popolare. Esprimono una richiesta di protezione al Cielo per la casa e i suoi occupanti, protezione per il raccolto, e salvezza dal Male
  • ornamentali e grotteschi, che non appartengono alle categorie precedenti e servono sostanzialmente per "abbellire" il trullo con fregi, stelle, spighe, iniziali dei proprietari, o eventualmente riferimenti al lavoro svolto. I simboli grotteschi raffiguravano caricature di persone, o illustrare ironicamente dei fatti locali (disegni allusivi)

Esempio di simbolo "primitivo": croce albero che unisce tre mondi (celeste, terreno e degli inferi)

Esempio di simbolo magico: segno grafico di Giove

Esempio di simbolo cristiano: ostia raggiata che inscrive il Cristogramma  IHS (Jesus Hominum Salvator)

Esempio di simbolo ornamentale (?)
 

Cercare di attribuire a ciascun simbolo, però, un significato, può essere rischioso, non sapendo chi ne sia l'autore, la sua intenzione, ecc. I contadini, tuttavia, pare abbiano riprodotto fedelmente nei secoli i disegni presenti., per una questione di superstizione. Ogni anno il contadino imbiancava a calce il suo trullo, esternamente e internamente, così da disinfettare e ripristinava il simbolo presente sulla sua "casedda" (nome locale dato al trullo). Questo può essere utile ma nello stesso tempo ci dice che il gesto può anche essere ripetitivo, non più espressione di una credenza, di un convincimento. Tuttavia la memoria non si perde! Ma le campagne sono andate spopolandosi e la gente che abita i trulli "cittadini" potrebbe invece non usare più il simbolo precedente e scelga di adottare un altro simbolo. Alcuni trulli trasformati in Bed and Breakfast o agriturismi non hanno più simbolo, probabilmente tolto con i restauri.

Ci guardiamo attorno: sembra di essere in un paese uscito da un libro di fiabe. Simboli e pinnacoli, realtà e fantasia, leggenda e storia sono un tutt'uno. Abbiamo molte cose da visitare, godiamoci Alberobello per quella che è: meravigliosa.

 

S"ono minuscole capanne tonde, dal tetto a cono aguzzo, in cui pare non possa entrare se non un popolo di omini, ognuna con un piccolo comignolo ed una finestrella da bambola, e con quella buffa intonacatura in cima al cono, che è la civetteria della pulizia, e dà l’impressione di un berretto da notte ritto sul cocuzzolo d’un pagliaccio…”

(Tommaso Fiore, Il popolo delle formiche)

 

Riferimenti:

(Autrice. Marisa Uberti)