Altri percorsi …di terra

                                                                        (Marisa Uberti)

 

  • Il Fort St. Nicholas

 

Abbiamo parlato parecchio del Forte St. Jean, situato sul promontorio opposto a dove si trova Fort St. Nicholas, che è giunto il momento di visitare. Entrambe le cittadelle fortificate avevano la medesima funzione e importanza per la difesa del Porto Vecchio di Marsiglia.

Questo Forte si trova poco distante dall’Abbazia di Saint Victor; i monaci infatti avevano (nel XII secolo) una Cappella dedicata a St. Nicholas (Notre-Dame-du-Bon-Port), su quest’altura rocciosa massiccia. Come abbiamo visto per l’abbazia vittorina (che ebbe funzioni non solo religiose ma anche difensive, per la sua posizione sul canale portuale), è molto probabile che anche su questo promontorio roccioso, ancor più vicino al mare, i monaci (verosimilmente coadiuvati da monaci-guerrieri appartenenti agli Ordini Crociati), svolgessero funzioni di vedetta, anche perché sulla collina retrostante, quella della Garde, non esisteva a quel tempo una Fortezza (eretta solo nel XVI secolo), ma anche là vi era solo una chiesa. Nel XIV si inizia a parlare di fortificazioni attorno alla Cappella di St. Nicholas. Il Forte vero e proprio venne costruito nel XVII secolo, quando Marsiglia (entrata nel 1481 sotto la Corona di Francia, suo malgrado), entrò in rotta con il sovrano, e si mise a combattere contro di esso. Ma nel gennaio 1660 un’armata reale circondò la città, che si arrese. Il re Luigi XIV fece allora costruire la cittadella di Saint Nicholas e rimaneggiò il Forte St. Jean, già Commanderia dei Giovanniti. Queste due realizzazioni furono quindi il simbolo del potere regale e della sua autorità imposta.

 

               

La forma stellata del Fort St. Nicholas: sono indicati i nomi dei bastioni e delle varie parti edilizie che lo costituiscono

 

 

Commissario Generale delle Fortificazioni fu il famoso Louis Nicholas de Clerville. La prima pietra fu posta l’11 febbraio 1660; i lavori furono diretti dal Maestro Muratore Jean-Baptist Méollans. Nel 1663 la parte superiore era terminata; vi si stabilì una guarnigione nel XVIII secolo. Durante la Rivoluzione iniziò la sua demolizione perché il popolo ancora mal tollerava un’opera imposta dal re; l'Assemblea Nazionale tuttavia fermò la distruzione. In seguito venne creata una “via bassa” per la circolazione che, dopo vari nomi, prese quello definitivo nel 1922, Boulvard Charles Livon.

La parte superiore del Forte venne denominata nel 1887 “Fort d’Entrecasteaux” (dal nome di un navigatore francese), mentre quella inferiore “Fort Ganteaume” (dal nome di un viceammiraglio). Il primo divenne prigione militare nel XX secolo; durante l’occupazione nazista, venne impiegato per installare delle batterie sui merli. Dal 1962 al 1974 servì alla Legione Straniera.

Il complesso fortificato è stato classificato Monumento Nazionale dal 1969 e nel tempo vi sono stati installati anche altri Servizi. Nel 2003 i militari cedettero alla città di Marsiglia i terreni ai piedi del Fort d’Entrecasteaux. Vennero così intrapresi dei lavori per mettere in sicurezza l’area e renderla, com’è infatti oggi, fruibile dal pubblico. Il Ministero della Difesa, vista la buona riuscita del progetto, decise allora di proseguire le opere di restauro, che attualmente interessano la parte nord del Forte, il cuore (diciamo), che risulta in effetti non accessibile (fine lavori prevista per gennaio 2016).

 

            

                       Splendida veduta dall'ingresso del Forte sul Porto Vecchio (Viuex Port) di Marsiglia

 

  • Le Panier

 

Sul percorso Museo Storico-Forte St.Jean,  lungo circa 1 Km e costituito dalla Via principale dell’antica Massalia, sulla quale abbiamo fatto le undici tappe più importanti corrispondenti ad altrettanti Monumenti Storici, ci siamo trovati ad un certo punto alla chiesa degli Accoules, dall’inconfondibile torre campanaria (clocher des Accoules). Prendendo a sinistra dell’edificio, lungo la scala in salita, intraprendiamo adesso il montée des Accoules, che porta al quartiere Panier, caratterizzato da strette viuzze. Il nome deriva dalla presenza dei cestai che qui producevano artigianalmente i loro prodotti. E’ un tipico quartiere mediterraneo, di origine greca, il più antico della città ed è da percorrere esclusivamente a piedi. L’area fu abitata dalla borghesia marsigliese ma quando questa decise di trasferirsi nei nuovi quartieri progettati a est della Città da Colbert, le Panier (intorno al XIX secolo) diventò rifugio per individui di dubbia onestà, anzi acquisì la fama di quartiere malfamato e sovrapopolato. L’amministrazione comunale lo considerava un ostacolo allo aviluppo moderno ma, in barba a questo, i residenti sono riusciti a sviluppare un proprio modo di vivere, che ne ha definito i caratteri odierni. E' abitato soprattutto da pescatori e naviganti; molti i Napoletani che vi si insediarono, poi i Corsi, mentre da diversi anni è multietnico a tutti gli effetti. Bombardato in parte con l’attacco nazista del 1943 (di cui abbiamo parlato anche in altre sezioni), è stato ricostruito dagli abitanti tutto in verticale, così che il sole entra poco nelle vie. Nella famosa Chocolatière du Panier, una minuscula bottega nera, si trattenne anche Casanova. Le Panier è diventato il più pittoresco quartiere di Marsiglia, ricco di profumi, di vita vera; gli artigiani di varia disciplina si sbizzarriscono ad abbellire le case colorate, e gli scrittori vi ambientano le loro storie…

 

  • Vieille Charité

 

Senza fretta si possono imboccare i vicoli in discesa e scoprire insospettabili conventi, come quello “Du Refuge”, ma senza’altro uno dei punti forti del quartiere è la Vieille Charité, considerato il gioiello architettonico della città. Trovarlo è agevole, grazie ai cartelli che accompagnano il visitatore durante il percorso, che nel Panier è abbastanza labirintico.

Lo splendido complesso della “Vecchia Carità” risale ai secoli XVII e XVIII; l’architetto progettista fu Pierre Puget, che era nato nella vicina via Petit-Puits. L’impianto è impostato su un cappella centrale dall’architettura unica e singolarissima: è neo-classica la facciata, con atrio colonnato e timpano ornato da una bella scultura simbolica, mentre la cupola a forma di uovo (ellittica) e la parte posteriore sembra chiudersi inaspettatamente. Attorno alla Cappella si dispiegano –a forma di una U squadrata – gli edifici su tre piani, arieggiati da gallerie scandite da archi a tutto sesto (che al piano terra sono molto più ampi) che erano destinati agli orfani della città, ai vagabondi e ai bisognosi. Soprattutto per tutti coloro che, in seguito alle guerre abbatutesi in quei secoli, erano rimasti senza una famiglia o una casa di appoggio. Variamente danneggiato, nel 1951 venne classificato come Monumento Storico e acquisito dalla città di Marsiglia nel 1963. E’ stato restaurato ed è oggi aperto al pubblico, che può entrare nei cortili gratuitamente. Gli edifici internamente ospitano prestigiosi musei e mostre temporanee: il Museo d'Archeologia Mediterranea, il Museo delle Arti africane, oceaniche, amerindie (MAAOA), la collezione François-Reichenbach.

 

        

               Bellissima inquadratura della Cappella (vista posteriormente) e delle due ali laterali degli edifici

 

  • L’Arco di Trionfo

 

Si trova al posto di una porta delle vecchie mura cittadine, sulla direttrice per Aix-en-Provence (Porta d’Aix). Al centro dell’attuale piazza Jules Guesde troneggia questo bell’Arco di Trionfo, classificato come Monumento Storico dal 1982. E’ alto e largo circa 18 metri, quindi è considerato un edificio dalla perfetta forma geometrica. Inizialmente progettato nel 1784 per celebrare Luigi XVI e la pace raggiunta nella Guerra d’Indipendenza degli Stati Uniti, dovette essere accantonato per la sopraggiunta Rivoluzione francese. Venne poi ripreso nel 1823 e la posa della prima pietra avvenne due anni dopo. Per far posto al monumento, venne abbattutto il grande acquedotto ad arcate, delle quali ne resta visibile un residuo attraversando la strada, poco più avanti. Questa operazione venne eseguita da un italiano, Gaetano Cantini, padre di Jules che fu muratore e cultore dell’Arte, e che a Marsiglia donò un museo (che prende il suo nome, Museo Cantini), sito in rue Grignan, e una splendida fontana in Place Castellane. L’architetto  dell'Arco di Trionfo fu Penchaud, che probabilmente si ispirò al modello dell’Arco di Tito di Roma.

L’Arco di Trionfo presenta su tutte le facce molte sculture, sia singole che in gruppi, riferite a battaglie (di Fleurus, di Heliopolis, di Marengo e di Austerlitz). Lo scultore parigino Antoine- André Marneuf si occupò della plastica ornamentale mentre i bassorilievi sono stati commissionati a David d' Angers e ad Etienne- Jules Ramey. I due bassorilievi sotto il portico raffigurano la chiamata alla difesa della libertà e il ritorno degli eroi vittoriosi. Otto statue allegoriche giganti, alte quasi 3 metri, erano collocate nella parte superiore e rappresentavano le Virtù, la Devozione, la Prudenza, la Fortezza, la Rassegnazione (1835); la Vigilanza, la Clemenza, l'Energia e la Temperanza (1839). Curiosità: il materiale impiegato non era forse idoneo a sopportare le intemperie, così le statue cominciarono ad erodersi e, purtroppo, vennero riparate con il cemento armato nel 1921! Nel 1937 sei delle teste rotolarono già dall’Arco e finirono in strada. Con i restauri del 2003 sono state mantenute solo quattro statue sulla facciata Nord.

E’ attualmente al centro di un intenso traffico urbano; forse per questo non tutti i turisti arrivano fin qui, ma è un peccato perché merita di essere visto e conosciuto.

                                                     

                                                                    L' Arc de Triomphe


                                                                       

  • E qualche percorso…di acqua

 

Se dal Fort St. Nicholas si prosegue lungo la strada litoranea, si raggiungerà in brevissimo tempo (2,5 Km dal Porto Vecchio) la cosiddetta “Corniche Kennedy”, un lungomare (Promenade) che offre panorami mozzafiato sull’arcipelago delle Frioul da un lato e, dall’altro, l’interessante vallon des Auffes, un piccolo e pittoresco porto di pescatori.

Consigliato parcheggiare nei pressi della scenografica Porta d’Oriente, dove al tramonto è possibile ammirare -dal grande fornice -il sole che si bagna dolcemente e struggevolmente nel mare. Il monumento è dedicato agli eroi dell'esercito orientale e delle terre lontane della Prima Guerra Mondiale. La statua in bronzo di 5 m di altezza raffigura una donna con le braccia alzate al cielo ed è visibile a chi arriva dal Mare. E’ stata realizzata nel 2009. Sono state girate diverse riprese cinematografiche in questa location.

 

             

                                La Porta d'Oriente, a sin. di mattina e a destra, al tramonto

 

A piedi, poco più avanti, si raggiunge la “casetta” dov’era conservato il mareografo, che era stato costruito nel 1880 per calcolare il livello medio delle maree, misurazioni che hanno permesso di determinare l'altitudine zero.

 

             

 

Una capatina ai vastissimi Giardini di Villa Valmer, raggiungibile a pochi metri,  permettono infine di conoscere le ambizioni e le possibilità economiche della borghesia marsigliese del XIX secolo. La Villa, che è equiparata ad un castello, era la dimora estiva di un fabbricante d’olio, Charles Gounelle, e fu realizzata dall’architetto Condamin nel 1865. Affacciata sul magnifico panorama marino, all’interno si dice abbia sale pregevolmente affrescate con le località con cui il proprietario commerciava: il Levante (Bosforo), Africa (Tunisi), il Nuovo Mondo (St. Malo), Roma (Villa Pamphili), Venezia (il Canal Grande). Fino al 2002 è stata sede di Uffici Amministrativi. Oggi è aperta al pubblico.

 

(Autrice: Marisa Uberti. ©2014 Tutti i diritti riservati. Articoli e foto non possono essere copiati nè riprodotti senza autorizzazione dei rispettivi autori).

Argomento: Altri percorsi

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